La Morte di Madalina Pavlov nel Podcast Italiano True Crime Mentre Morivo

Mentre Morivo puntata #14 – La Morte di Madalina Pavlov

Madalina Pavlov è una normalissima ragazza di 21 anni piena di vita, quando viene ritrovata ai piedi di un palazzo di Reggio Calabria. E’ settembre del 2012 e ad oggi la sua morte è ancora avvolta dal mistero.

MENTRE MORIVO è un podcast scritto, narrato e prodotto da Marica Esposito con la collaborazione di Stefano DM.

Trascrizione del Podcast

Classe 91, Madalina Pavlov è una splendida bimba bionda dagli occhi azzurrissimi quando nasce in Romania il 9 di agosto. È ancora piccola quando arriva in Italia ma cresce in fretta e non si dà per vinta: se il destino non le ha riservato agi e fortune è prontissima a cercarseli da sola, a costo di rimboccarsi tutte le maniche che ha. L’ultimo giorno di vita di Madalina però sarà venerdì qualunque: un volo dal sesto piano e tanti dubbi per una storia che aspetta giustizia da 9 anni.

State ascoltando Mentre Morivo, storie di donne uccise e lasciate senza giustizia. Un podcast indipendente scritto e narrato da Marica Esposito, con il supporto e l’editing di Essediemme. Dopo un’estate caldissima l’arrivo dell’autunno sembra portare un po’ di respiro anche a Reggio Calabria, dove Madalina vive, studia e si mantiene lavorando in pizzeria. Sua sorella al compleanno appena passato le ha regalato degli stivaletti marroni bellissimi, ma non ha una borsetta da abbinarci: ecco a cosa pensa Madalina il 21 settembre del 2012 quando si sveglia di buon’ora ed esce a fare delle commissioni proprio insieme ad Elena. Alle 11 inizia il turno in pizzeria come sempre, sfoggia la borsa appena scelta in una vetrina e tra una chiacchiera e l’altra racconta ai colleghi del progetto di trasferirsi in Australia: ormai è decisa, quella è una terra dalle mille occasioni ed è sicura di poter diventare criminologa e formarsi lì nelle tecniche più innovative.

Ecco perché quando intorno alle 23 la sorella non la sente rispondere al telefono come al solito per incontrarsi e tornare a casa insieme, si allarma subito. Elena si avvia verso la pizzeria e nota gli sguardi spaesati di tutti: Madalina non si è ripresentata al turno serale e non la vedono da quella mattina. La chiamata dei Carabinieri spezza l’incertezza di una serata terribile: Madalina è stata ritrovata in via Buozzi, precipitata dal terrazzo di un palazzo in cui apparentemente non sarebbe dovuta essere. Il fascicolo viene aperto come suicidio, ragione per cui sul posto non intervengono i RIS e non ci si dilunga sui prelievi, Madalina viene portata in obitorio, lavata, e fatta riconoscere dai familiari. Eppure i dubbi appaiono subito tantissimi: che ci faceva in quel palazzo? Come era arrivata al terrazzo e soprattutto i segni sul corpo sembrano da subito troppo vistosi per essere dovuti alla caduta.

Il palazzo in Via Bruno Buozzi è uno stabile elegante che affaccia su un viale alberato: all’interno diversi appartamenti, tra cui uno di pertinenza di un giudice, un altro adibito a studio ginecologico ma dagli elenchi Madalina non risulta essere paziente lì. Nella borsa della ragazza viene ritrovata la chiave del terrazzo ma non quella del portone, quindi qualcuno deve averle aperto… eppure il terrazzo si trova a 21 metri di altezza e le fratture non sono tali da far pensare a un volo così rovinoso. È quindi precipitata da qualche balcone privato? L’indagine nei primi tre anni passa da suicidio a istigazione al suicidio ma di indagati neanche l’ombra. Quello che invece si riesce a fare agilmente è delineare la giornata di quel venerdì: Madalina stacca da lavoro alle 15 e si incontra con l’ex fidanzato per fare qualche chiacchiera, è tranquilla quando si dividono e si prende anche qualche momento per telefonare a un’amica che vive a Napoli: anche a lei racconta di Sydney. Fa poi una passeggiata sul lungomare dove si sporca gli stivaletti nuovi di vernice nautica e verso il tardo pomeriggio partecipa a una manifestazione benefica. Madalina, insomma, in quei giorni è serena ma forse nasconde un segreto, una relazione di cui non ha parlato a nessuno o qualcuno che la importuna e a cui non vuol dare troppo peso.

L’esame autoptico riporta la presenza di diverse fratture, la rottura dei denti (mai ritrovati) e diversi ematomi sulla parte frontale del volto, benchè Madalina venga ritrovata a faccia in su. Non viene effettuato un tampone vaginale e le unghie risultano cortissime e non limate, forse tagliate per evitare che venissero analizzate. Viene invece ritrovato un DNA maschile sugli slip, ancora oggi sotto segreto istruttorio. Tra i misteri più grandi c’è anche lo stivale di Madalina ritrovato a pochi metri dal corpo, uno stivale aderente difficile da sfilare e che risulta improbabile sia caduto da solo, più presumibilmente è rimasto in mano a qualcuno che ha spinto di sotto il corpo dopo averlo trattenuto. Le indagini a questo punto si arenano fino a rischiare l’archiviazione: la mamma Agafia e gli avvocati però sono irremovibili: e cercano aiuto anche in un team di esperti criminologi. Le domande sono tantissime ma le prove sempre meno, come le perizie che risultano difficili da portare a termine: la 126 azzurra su cui Madalina ha sbattuto prima di cadere sull’asfalto è stata rottamata e mai analizzata, non se ne conosce quindi più la posizione esatta, un’informazione essenziale per capire da che altezza è effettivamente precipitata la giovane.

Tutto tace fino al 2016, quando all’avvocato della famiglia arriva una lettera anonima: la mittente si firma “un’amica” e racconta di una storia segreta che Madalina aveva con un uomo più grande di lui, molto in vista a Reggio Calabria e che temeva per la sua reputazione, reputazione che Madalina avrebbe rovinato se si fosse decisa, come voleva, a rivelare a tutti della relazione. Gli inquirenti non si pronunciano: è stata recapitata a mano in una buca delle lettere che non riporta il nome del legale, segno del legame emotivo molto forte di questa presunta amica con la vicenda ma potrebbe anche essere un depistaggio o il gesto di qualche mitomane. Nel 2019 si inizia a parlare di omicidio, si intercettano alcune persone vicine a Madalina, si dispongono altri interrogatori. Ad oggi il GIP non si è ancora pronunciato: cosa può essere successo quella sera del 21 settembre 2012? Un rifiuto, un litigio? Quello che è certo è che a molti le indagini aperte fanno rabbia visto che la tomba di Madalina, uccisa a 21 anni in una sera di fine estate, viene ciclicamente vandalizzata. Avete ascoltato Mentre Morivo, storie di donne uccise e lasciate senza giustizia. Trovate le fonti e le trascrizioni di tutte le puntate sul sito italiapodcast.it Potete supportare il progetto donando un simbolico caffè su Ko-Fi.

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