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Mentre Morivo puntata #19 – La Morte di Angela Telesca

Nel novembre del 1988 Angela Telesca esce per andare a lavorare: è una ventenne che aiuta in casa per le pulizie o lo stiro. Purtroppo non farà più ritorno perché viene ritrovata morta nella vasca da bagno, il suo caso è ancora un mistero.

MENTRE MORIVO è un podcast scritto e narrato da Marica Esposito con l’editing di Stefano DM.

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Trascrizione del Podcast

Carminella Bruno è una signora anziana, capelli corti e occhiali a coprire lo sguardo un po’ malinconico. Si è trasferita a Torino con la famiglia molti anni fa, lasciandosi alle spalle la vita in Basilicata. Ora è in tv e parla di sua figlia, unica femmina di altri quattro maschi, la descrive come una ragazza “brava e bella”, le parole dolci e bonarie con cui qualsiasi mamma descriverebbe la propria figlia ventenne Solo che la giovane è Angela Telesca e nel 1988 è morta assassinata. La sua storia non ha mai avuto una conclusione, perché il caso è tutt’oggi irrisolto.

Stai ascoltando Mentre Morivo, storie misteriose di donne uccise. Un podcast Spreaker Prime scritto e narrato da Marica Esposito con l’editing di Stefano DM. 

È un lunedì di novembre quando Angela saluta Carminella per l’ultima volta, esce per andare al lavoro come diverse mattine a settimana. Anche se ha solo vent’anni ha già trovato da tempo due impegni come collaboratrice domestica per pulire o stirare: le piace lavorare e darsi da fare, nel frattempo però continua anche a fare corsi per specializzarsi in altro, come quello per parrucchiera. Ha i capelli lunghi e biondi, un po’ ricci, le piace vestirsi bene e soprattutto pettinare quella chioma tanto invidiata. Quel 14 novembre è diretta a casa di Sonia Luzzati, incinta al settimo mese che ha bisogno di una mano in casa. La giovane prende l’autobus che da Mirafiori – dove abita – la porta sul Lungo Po Antonelli. Ci mette un po’ per arrivare, quando è di fronte al palazzo i coniugi sono già usciti, così Angela chiede a una vicina di casa di aprirle il portone e iniziare a lavorare. Apparentemente la mattina procede come al solito.

Quando la signora Luzzati inserisce le chiavi nella serratura è infatti convinta di trovare Angela intenta a fare le lavatrici o stendere i panni, sono le 13 e 20. Nel corridoio dell’ingresso c’è un secchio ancora pieno, pronto per essere impiegato nelle pulizie, ma della ragazza nessuna traccia. Impossibile che Angela sia andata via prima senza riordinare né avvisare, per questo la chiama più volte aspettandosi una risposta. Angela invece non risponde, è nella vasca da bagno quasi del tutto svestita. C’è acqua dappertutto e il disordine è visibile, è riversa sul fianco sinistro con la testa sul bordo di ceramica e il soffione della doccia addosso. La signora Luzzati, pur con il pancione, tira fuori subito la giovane dall’acqua e la adagia sul pavimento, le alza le gambe pensando a un malore o un suicido. Chiama quindi il marito che non risponde, poi il medico di fiducia, intanto schiaffeggia Angela sul viso che è già cianotico. La rianimazione è purtroppo inutile, Angela è morta quando arriva l’ambulanza a portarla via.

Anche se Sonia Luzzati in un primo momento esclude un’aggressione, per la polizia scientifica è chiaro da subito che si tratti di omicidio e il fatto che la scena del crimine sia stata compromessa segna un inizio già difficile per l’investigazione. Mentre il corpo di Angela viene sottoposto all’autopsia si cerca di ricostruire le sue ultime ore di vita. Quella mattina la ragazza ha ricevuto due chiamate: la prima, alle 10, dalla signora Luzzati che le ha indicato quali faccende sbrigare in casa. La seconda, poco prima delle 11, da una zia con cui scambia qualche convenevole. Angela appare tranquilla e serena in entrambe le circostanze. I vicini interrogati, invece, riescono a dare qualche informazione in più, lasciando sconcertati gli inquirenti. La ragazza viene vista battere un tappeto e affacciarsi quando intorno alle 11 e 30 è suonato il citofono. Angela prima di aprire chiede chi è sporgendosi dal parapetto, tanto che la portafinestra viene ritrovata ancora aperta con lo stuoino appoggiato alla ringhiera. Chi è salito nell’appartamento? Nessuno è stato in grado di rispondere a questa domanda dopo in tanti anni, ma di certo una persona è stata sentita salire con l’ascensore fino al secondo piano. La porta dell’appartamento si è aperta e poi richiusa. Il racconto che fanno i testimoni, però, è inquietante: dopo qualche minuto si sentono tonfi e grida, tanto che due inquilini salgono cercando di capire cosa stia succedendo, ma pensando a un semplice litigio non provano a bussare né ad entrare nella casa in cui, proprio in quei momenti, Angela viene uccisa.

Dall’esame autoptico si scopre infatti la causa della morte: Angela ha acqua nei polmoni, è stata verosimilmente affogata nell’acqua della vasca. La scientifica, invece, cerca di congelare gli ambienti a quegli istanti: il letto è stato rifatto ma è chiaro che qualcuno ci sia buttato sopra, lasciandolo leggermente sgualcito. Sul copriletto c’è un orecchino rotto di Angela, un altro pezzo viene ritrovato a terra, vicino alla porta del bagno. Non c’è acqua calda in casa perché la caldaia è spenta, quindi la vasca è stata riempita con acqua fredda: questo dettaglio è importante per escludere la tesi del malore. Angela stava lavorando e non si trovava in casa sua, se anche avesse avuto voglia o esigenza di farsi un bagno… è impossibile abbia deciso di farlo con acqua gelida, a metà novembre. Ad avvalorare la tesi dell’aggressione ci sono i vestiti, bagnati e sparpagliati dappertutto in bagno, e gli accappatoi lasciati appesi sopra la vasca e quindi intrisi d’acqua per metà. 

Un’aggressione violenta, premeditata ed esplosa in quindici minuti al massimo. Dopo essere entrato in casa e aver ucciso Angela, il colpevole è quindi uscito indisturbato dileguandosi. Ma chi è stato e perché? Il primo sospettato è il fidanzato della ragazza, Nicola. I due sono fidanzati da tre anni ufficialmente ma i familiari raccontano che il rapporto non è idilliaco e che Angela è sempre triste. Sui diari la ragazza fa emergere le avvisaglie di un rapporto soverchiante e violento: lui è geloso, le impedisce di truccarsi o vestirsi come a lei piace e litigano spesso, qualche volta le ha alzato perfino le mani. Il diciannovenne ha però un alibi, quel giorno è a lavoro in una nuova sede, a confermarlo sono diversi colleghi. 

Il caso si arena subito: non ci sono ombre nella vita di Angela, non ci sono nuove frequentazioni e alla famiglia non ha mai parlato di problemi o preoccupazioni. Di certo conosceva il suo aggressore, ma non c’è alcun indizio su chi possa essere, gli investigatori riescono solo a fare una ricostruzione sommaria mettendo insieme tutti i tasselli: L’omicida citofona, ma l’apparecchio non funziona, quindi Angela si affaccia per vedere chi è. Lo sconosciuto sale e viene accolto in cucina, Angela si toglie un guanto di gomma e lo appoggia sul tavolo ma viene aggredita subito. I vicini sentono dei tonfi e delle grida. La ragazza cerca di fuggire in camera da letto, dove perde l’orecchino e, scalciando, lascia dei segni di scarpa sui cuscini, sgualcendo il copriletto. A questo punto viene forse bloccata e portata in bagno. Angela è ancora vestita e ha indosso l’altro guanto, ritrovato poi sul pavimento. Sui polsi viene rilevata una sostanza appiccicosa e sotto il termosifone un lungo cerotto: l’ipotesi è che a questo punto la giovane sia svenuta e l’aggressore abbia cercato di legarle le mani non riuscendoci, non avendo ferite sulle mani non ci sarebbe altro modo per spiegare la medicazione. A questo punto l’omicida tappa la vasca da bagno e apre l’acqua, spingendole la testa da dietro fino a ucciderla. Quindi la spoglia, sparge i vestiti ovunque – forse per depistare le indagini – e adagia Angela nella vasca, nel modo in cui verrà ritrovata dalla signora Luzzati. Si chiude la porta alle spalle e si dilegua senza esser visto.

Oggi, dopo quasi 34 anni dall’omicidio di Angela Telesca, i fratelli e la mamma Carminella aspettano ancora giustizia. Le speranze di una risoluzione sono poche, ma ci sono: si potrebbe analizzare nuovamente il cerotto con le moderne tecnologie cercando di individuare una seppur piccola traccia di DNA. Purtroppo, i reperti del caso sono andati persi, come i diari delle settimane antecedenti all’omicidio, che Angela compilava ogni sera.

Questo è Mentre Morivo, Storie misteriose di donne uccise. Un podcast spreaker prime.

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